A N T E P R I M A   S O L O   T E S T O   D E L   D O C U M E N T O

NOTE: Versione Finale
XVI Congresso Nazionale SIdP Congresso ID 5-6 Marzo 2010

PROGRAMMA


 

Società Italiana 
                    di Parodontologia

  CONGRESSO DEGLI
  IGIENISTI DENTALI
Il ruolo dell'Igienista Dentale nel controllo
     dei fattori di rischio parodontali


XVI CONGRESSO NAZIONALE Parodontologia 2010: vecchi problemi, nuove soluzioni? BOLOGNA, 5-6 Marzo 2010 Palazzo della Cultura e dei Congressi PROGRAMMA

Gentile Igienista Dentale, è con grande piacere che La accogliamo al XVI Congresso Nazionale della Società Italiana di Parodontologia dal titolo: Parodontologia 2010: vecchi problemi, nuove soluzioni? La manifestazione scientifica del venerdì mattina vedrà mantenuta come da tradizione la seduta comune di Odontoiatri ed Igienisti e prevede oltre alla Cerimonia Inaugurale una interessante Lettura Inaugurale del prof. Massimo Pagani e una Lectura Magistralis del dott. Giovanni Gagliardi ­ past president della nostra Società - dal titolo "Affinità elettive. Viaggio emozionale nella Parodontologia italiana", oltre a comunicazioni scientifiche sui temi del Con- gresso. Nel pomeriggio si svolgerà l'evento parallelo che la nostra Commissione Cul- turale ha specificamente studiato e dedicato agli Igienisti Dentali e che avrà come titolo Il ruolo dell'Igienista Dentale nel controllo dei fattori di rischio parodontali e vedrà come coordinatore il prof. Antonio Carrassi (Milano) e come Relatori i PR proff. Massimo Pagani e Carlo Vergani dell'Uni- ES versità degli Studi di Milano e il dott. France- EN sco Cairo dell'Università di Firenze. TA L'argomento riguarda il ruolo estremamente ZIO importante che l'Igienista affronta quotidiana- N mente affiancando l'Odontoiatra nel tratta- E mento delle malattie parodontali ed assume in questo Congresso una particolare valenza, perché molti dei fattori di rischio dipendono dagli Stili di Vita che quest'anno sono anche l'argomento del Pro- getto di comunicazione della Società. Silvia Bresciano (Torino) e Chiara Camorali (Parma) terranno il corso clinico del sabato mattina il cui coordinamento è affidato a Stefano Chieffi (Firenze). Questo nostro annuale appuntamento culturale rappresenta per tutti il piacere di incontrarci ed insieme aggiornarci sulle più recenti acquisizioni scientifi- che e sulle tendenze professionali del momento. Benvenuto a Bologna! Luca Francetti Presidente Eletto SIdP 3
PROGRAMMA Venerdì, 5 Marzo 2010 SALA EUROPA SESSIONE CONGIUNTA CON GLI ODONTOIATRI 09.00-09.15 CERIMONIA INAUGURALE Saluto del Presidente SIdP - Luca Francetti, Milano Saluti delle Autorità 09.15-10.00 LETTURA INAUGURALE Stile di vita: vecchio slogan o nuova terapia? Massimo Pagani, Milano
Massimo Pagani, Milano Laurea in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano con la votazione di 110/110 e lode (Luglio 1969). La Tesi è stata premiata con il Premio di Laurea "Lepetit". 2010 1969-70 Borsa di Studio dell'Istituto di Ricerche Cardiovascolari Università di Mi- lano. 1970-71 Scuola di Specializzazione in Medicina Interna (70/70 e lode) Università di Milano. 1971-81 Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche. VENERDÌ 5 MARZO 1971-1991 Vincitore di una Borsa di studio del Ministero della Pubblica Istruzione. 1975 Ha superato l'esame ECFMG 1975-77 Fellow del Pubblic Health Service, presso il Dipartimento di Medicina Universitaria di Harvard al Peter Brigham Hospital, Boston. 1975-77 Borsa di Studio del Public Health Service 1981 Grant CNR CT82.00190.04 per un progetto Italia-USA con il Dr. J.P. Murgo, Broke Army Base, Fort Sam Houston, Texas. 1978 Aiuto, Patologia Medica, Università degli Studi di Milano. 1988 Grant European Science Foundation: Ricerca in collaborazione con D. Vaitl, Giessen, Germania. 1977-79 Scuola di Specializzazione in Cardiologia (70/70 e lode) Università di Milano. 1979-81 Visiting Assistant Professor, Dipartimento di Medicina, Università di Harvard, Boston, USA. 1989-90 Visiting Professor, Dipartimento Psicologia Clinica, Università di Giessen, Germania. 1992-93 Incarico di insegnamento di Terapia Medica. 1995-98 Professore Straordinario di Terapia Medica, Università degli Studi di Milano. Dal 1998 Professore di Medicina Interna, Università degli Studi di Milano. Dal 1999 -31.10.2004 Responsabile U.O. Medicina Generale I ­ Ospedale "L. Sacco" di Milano. Dal 2004 (01.11.04) Responsabile U.O. Telematica per la Medicina e la Formazione. Dal 2008 (01.02.08) Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport. SOCIETÀ SCIENTIFICHE: Società Italiana di Cardiologia - Comitato Scientifico del Gruppo di Cardiologia Sperimentale della SIC Società Italiana dell'Ipertensione arteriosa - Società Italiana di Medicina Interna Società Italiana Ricerche Neurovegetative - European Society of Clinical Investigation Fellow dell'American College of Cardiology - Fellow del Council of Circulation dell'American Heart Association International Society Music in Medicine - International Institute Psychobiology and Behavioural Medicine (Università di Giessen, Germania). PUBBLICAZIONI 4 E' autore di oltre 200 articoli pubblicati in riviste Internazionali.
10.00-10.30 LECTURA MAGISTRALIS: Le affinità elettive. Viaggio emozionale nella Parodontologia italiana Giovanni Gagliardi, Napoli
Giovanni Gagliardi, Napoli È nato a Napoli e nella sua città esercita la libera professione dedicate partico- larmente alla Parodontologia, alla Implantologia e alla Protesi. Si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1972 nell'Università di Napoli e si è specializzato in Odontoiatria e Protesi Dentali nel 1975 all'Università di Bari. Dal 1975 al 1982 ha prestato servizio assistenziale presso la Clinica Odontoiatrica e Stomatologica della Seconda Facoltà di Napoli, fino al conferimento della carica di Ricerca- tore Universitario, cui ha rinunciato nel 1982 per dedicarsi a tempo pieno alla libera professione. È stato vincitore nazionale del Premio "Benagiano" assegnato alla miglior tesi di specializzazione. È stato relatore in numerosi congressi nazionali, su temi di clinica parodontale. È stato Vice-Presidente della Società Italiana di Parodontologia (SIdP) nel biennio 95-97, e membro di importanti commissioni di lavoro che la Società ha attivato per la promozione della salute parodontale presso la professione e a favore della popolazione. Dal 1994 al 2000 è stato Presidente della sez. Andi, Napoli. Dal 2003 al 2005 è stato Presidente Eletto della SIdP; dal 2005 al 2007 è stato Presidente in carica. Il suo impegno nella professione e nelle attività che svolge è continuamente proteso alla riqualificazione della pro- V fessione odontostomatologica nei confronti della utenza e della società civile. MA E E' autore di oltre 200 articoli pubblicati in riviste Internazionali. R N Z E O R 2 Le affinità elettive, una lectura vissuta come un momento di riflessione congiunta. D 01 Il viaggio attraverso una relazione, l'attrazione verso una disciplina, la Parodontologia, e verso una istituzione, la 0 Ì 5 SIdP, alla ricerca delle emozioni, ma anche alla comprensione e alla condivisione della sua storia. Una riflessione rivolta soprattutto ai giovani, per descrivere loro un contesto, una suggestione, uno stimolo continuo e vivificante. 10.30-11.00 Intervallo
5
IL TRATTAMENTO DEI DIFETTI PARODONTALI INFRAOSSEI: ALTERNATIVE TERAPEUTICHE A CONFRONTO Coordinatore: Giovan Paolo Pini Prato, Firenze
Giovan Paolo Pini Prato (Firenze) Si è laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Odontoiatria e Sto- matologia presso l'Università degli Studi di Firenze. Professore Ordinario di Parodontologia presso l'Università degli Studi di Siena (1990-1997), è attualmente Professore di Parodontologia nella Facoltà di Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Firenze. Dal 2000 è Direttore dell'Unità Operativa di Clinica Odontostomatologica dell'Azienda Ospedaliera di Careggi e dal 2007 Direttore del Dipartimento di Odontostomatologia Università di Firenze. È stato Presidente della Società Italiana di Parodontologia (1993-1995) e membro del Consiglio Esecutivo della Federazione Europea di Parodontologia (1992-1995). È consulente e "reviewer" di molte riviste internazionali (Journal of Periodontology, Int. Journal of Perio- dontics-Restorative Dentistry, Journal of Clinical Periodontology, Oral Sciences, Clinical Oral implant Rese- arch, Journal of Evidence Based Dental Practice) e conferenziere in molti congressi internazionali. Ha 2010 pubblicato più di 250 articoli scientifici su riviste internazionali e capitoli di importanti testi di Parodonto- logia. VENERDÌ 5 MARZO Presidente di Seduta: Roberto L. Weinstein, Milano 11.00-11.15 Introduzione e riassunto della giornata precedente a cura del Coordinatore
6
11.15-11.45 Approccio chirurgico mininvasivo Pierpaolo Cortellini, Firenze
Pierpaolo Cortellini (Firenze) Si è laureato in medicina e chirurgia presso l'Università degli Studi di Firenze nel 1980, e si è specializzato in Odontostomatologia presso l'Uni- versità degli Studi di Siena nel 1984. È fondatore e tesoriere dell'Accademia Toscana di Ricerca Odontostomatolo- gica (ATRO, Firenze) e fondatore dello European Research Group in Periodontology (ERGOPERIO, Berna CH). È Socio Attivo della Società Italiana di Parodontologia di cui è stato Presidente nel biennio 1999-2001. È Socio Attivo e Past President della Federazione Europea di Parodontologia. È stato Chairman Scientifico di Europerio 6. Svolge attività clinica limitata alla Parodontologia nel suo studio privato a Firenze. Svolge intensa attività di ricerca clinica e di didattica in parodontologia dal 1982, con particolare enfasi nei campi della diagno- stica, della rigenerazione parodontale e dell'estetica. È autore di circa 120 pubblicazioni scientifiche originali su riviste nazionali ed internazionali e relatore nei principali convegni di Parodontologia in Italia ed all'estero. V MA ERN La terapia parodontale rigenerativa dei difetti infraossei ha subito una graduale evoluzione nelle metodiche e nei Z E materiali negli ultimi 25 anni. La ricerca scientifica ha chiarito che gli elementi critici che influenzano il processo O R rigenerativo sono: 1) la prevenzione del collasso dei tessuti molli nell'area del difetto; 2) la stabilizzazione del 2 D 0 coagulo; 3) la protezione stabile del coagulo con i tessuti molli. Le problematiche legate ai punti 1 e 2, pesan- 1 temente influenzate dalla morfologia del difetto, sono state affrontate con l'uso di esoscheletri (barriere), endo- 0 Ì 5 scheletri (innesti di osso o sostituti), o combinazioni; quelle legate al punto 3, invece, con il disegno di lembi a preservazione dei tessuti (metodiche modificate e semplificate di preservazione della papilla) e con l'applicazione di metodiche di sutura appropriate ad ottenere la chiusura primaria della ferita chirurgica (suture a materassaio interno a più piani e/o modificate). L'introError: Unknown Type 0 character set: Quark-Identity duzione di metodiche minimamente invasive (MIST e MIST modificato) ha permesso di ottimizzare tutti gli aspetti rilevanti sopra descritti, migliorando notevolmente la stabilità primaria della ferita chirurgica. Inoltre queste metodiche hanno permesso di ridurre la morbilità sul paziente. L'applicazione del MIST e del M-MIST richiedono esperienza e l'uso di metodiche microchirurgiche per ottimiz- zarne il potenziale.
7
11.45-12.15 Approccio chirurgico esteso Massimo de Sanctis, Firenze
Massimo de Sanctis (Firenze) Laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in Odontoiatria alla Uni- versità degli Studi di Firenze. Ha conseguito presso la Boston University il Diploma di Specializzazione in Parodontologia nel 1982; presso questa Università ha anche conseguito il titolo di Master of Science in Parodontologia. In questo stesso Istituto è stato Istruttore di Parodontologia presso il Corso di Lau- rea durante gli anni accademici 1980/81 e 1981/82. Ha ricoperto l'incarico di Professore a contratto di Parodontologia presso il Corso di Laurea in Odontoiatria della Seconda Università di Roma negli anni accademici 1987/88. Dal 1989 al 1999 è stato Professore a contratto presso l'Università degli Studi di Bologna dove ha ricevuto diversi incarichi di insegnamento. Attualmente è professore supplente di Parodontologia presso l'Università degli Studi di Siena. È stato Presidente del Congresso EUROPERIO 2, organo scientifico della Federazione Europea di Parodon- tologia. È Past President del Comitato Intersocietario di Coordinamento delle Associazioni Odontostomatologiche Italiane (CIC). Past President della Società Italiana di Parodontologia (SIdP). Socio dell'Accademia Ame- ricana di Parodontologia. Membro dell'International College of Dentistry. E' autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche. Insieme al Prof. Giovanni Zucchelli ha pubblicato il libro "Chirurgia estetica mucogengivale". 2010 In letteratura sono descritte diverse metodiche per la ricostruzione delle lesioni ossee; le modifiche principali nelle varie tecniche riguardano metodiche per garantire la chiusura dei tessuti molli al di sopra del difetto, unita- mente al tentativo di migliorare la stabilità del coagulo. Nelle zone anteriori, la chirurgia non può prescindere da considerazioni estetiche, in questo senso il problema VENERDÌ 5 MARZO principale è costituito dalla recessione post chirurgica ed in modo particolare dalla recessione delle papille inter- dentali con la comparsa di "buchi neri" interdentali. Recentemente, insieme con Giovani Zucchelli, il Relatore ha pubblicato una metodica che garantisce insieme la ri- costruzione dei difetti ossei unitamente al mantenimento dei livelli dei tessuti molli. Questo si ottiene attraverso un'accurata terapia eziologica prechirurgica che deve però essere eseguita in maniera non traumatica per i tessuti molli e successivamente con l'incisione di un lembo a busta, derivato dal coronale multiplo, che, al termine della terapia radicolare, viene posizionato coronalmente utilizzando le papille adiacenti al sito chirurgico per stabilizzarlo. Il posizionamento chirurgico per sé rappresenta una parte fondamentale della tecnica, infatti nei casi trattati con lo stesso approccio chirurgico,ma senza il posizionamento coronale dei tessuti si ottiene un minore guadagno di attacco clinico ed una recessione significativa, particolarmente a carico della papilla interdentale. 12.15-12.45 Tavola Rotonda Domande alle quali i Relatori daranno risposta: Quanto influiscono la stabilità del coagulo e del lembo sui risultati della rigenerazione parodontale? Quanto è importante l'uso di bio-stimolatori nella rigenerazione parodontale? Quali accorgimenti tecnici possono essere suggeriti per il raggiungimento di un'estetica ottimale nei trattamenti rigenerativi? 12.45-14.15 Colazione di lavoro 8
SALA MAGGIORE 14.15-14.20 APERTURA DEL CONGRESSO Saluto del Presidente SIdP - Luca Francetti, Milano Saluto delle Autorità IL CONTROLLO DEI FATTORI DI RISCHIO: IL BIOFILM BATTERICO, IL FUMO DI TABACCO, GLI ERRORI ALIMENTARI
Antonio Carrassi (Milano) È nato a Milano, città dove si è laureato in Medicina e Chirurgia e specia- lizzato in Clinica Odontostomatologica prima ed in Anatomia Patologica e Tecniche di Laboratorio poi. Dal 1980 al 1990 ha operato nella Clinica Odontoiatrica dell'Ospedale San Paolo di Milano prima come Assistente e poi come Aiuto Corresponsabile di Odontostomatologia. Ricercatore al Dipartimento di Anatomia dell'University College di Londra nel 1982 e nel 1983. Vincitore nel 1990 di un Concorso a posti di Professori di Prima Fascia di Patologia Speciale Odontostomatologica. V M Ha insegnato all'Università di Bologna dal 1990 al 1994 anno in cui è stato trasferito all'Università di Mi- A E lano dove tuttora opera nella Facoltà di Medicina e Chirurgia e nell'Azienda Ospedaliera San Paolo. È stato R N Z Presidente dell'European Association for Dental Education (ADEE), dell'European Association of Oral Me- E O R dicine (EAOM) e della Società Italiana di Parodontologia (SIdP). È attualmente il Presidente del Corso di 2 D Laurea Specialistica in Odontoiatria e Protesi Dentaria dell'Università degli Studi di Milano e Delegato della 01 Facoltà di Medicina per l'aggiornamento medico continuo. Membro dell'Editorial Board di Oral Biosciences 0 Ì 5 and Medicine, Oral Health and Preventive Dentistry, e di Journal of Applied Biomaterials è ad hoc referee per diverse riviste scientifiche e giornali: Oral Diseases, Oral Oncology, Journal of Clinical Periodontology, Journal of Periodontal Research, Scanning Electron Microscopy. È attualmente il Direttore Scientifico di Minerva Stomatologica e di Dental Clinics ed è Vice-Presidente della Società Italiana di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale. I suoi principali interessi scientifici sono centrati nell'area delle malattie delle mucose orali, della parodontologia e dei biomateriali.
Presidente di Seduta: Francesco Milano, Bologna 14.20-14.30 Introduzione, a cura del Coordinatore
9
14.30-15.15 Il biofilm batterico Francesco Cairo, Firenze
Francesco Cairo (Firenze) Da diversi anni si occupa di ricerca clinica presso la cattedra di Parodontologia del Dipartimento di Odontostomatologia, Università di Firenze. Docente in Pa- rodontologia presso il Corso di Laurea Specialistica in Odontoiatria e P.D. e la scuola di specializzazione in Malattie Infettive della facoltà di Medicina e Chirur- gia. Autore di circa 90 pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali, relatore a congressi internazionali. Ha vinto il premio H.M. Goldman per la migliore ricerca clinica della SIdP. nel 2003, 2008 e 2009. E' coautore della ricerca vincitrice del premio Jaccard dell'EFP nel 2009. Socio Attivo e Coordinatore della Commissione Scientifica SIdP per il biennio 2010-2011. Referee del Journal of Clinical Periodontology, del Journal of Periodontal Research e di Archives of Oral Biology.
2010 La formazione del biofilm batterico sulla superficie dentale è decisiva nella patogenesi delle malattie parodontali. La recente ricerca ha dedicato molto spazio all'analisi delle caratteristiche del biofilm batterico ed ha dimostrato come solo alcuni specifici patogeni siano associati alla parodontite. La conferenza illustrerà la potenziale tossicità diretta o indiretta di alcune specie patogene a livello parodontale e sistemico e di come l'ospite risponda ad ag- VENERDÌ 5 MARZO gressione di natura batterica.
10
15.15-16.00 Come aiutare il paziente a smettere di fumare Christoph Ramseier, Berna CH
Christoph Ramseier (Berna, CH) Ha frequentato tutte le scuole in Svizzera ed ha presentato la sua tesi di Dottorato in Odontoiatria nel 2000. Ha seguito i programmi di Parodon- tolgia e Odontoiatria Implantare nel Corso di Laurea dell'Università di Me- dicina Dentale dell'Università di Berna dal 1999 al 2000. Ha dato gli esami di stato ed ottenuto il diploma di specializzazione in Parodontologia dell'SSO, se- condo I criteri dell'EFP. Nel 2008 ha ottenuto il titolo di Master of Advanced Studies (MAS) in Periodon- tology. Incarichi nel passato: dentista generico in studio privato 1995-96 ­ dentista generico e insegnante alla Scuola per Igienisti di Berna 1996-98 ­ Assistente nel Dipartimento di Parodontologia e Protesi Fissa/Im- plantologia dell'Università di Berna 1999-2004, Visiting Professor, alla University of Michigan School of Dentistry, Department of Periodontology and Oral Medicine, e Research Fellow presso il Michigan Center for Oral Health Research (MCOHR), Ann Arbor, MI, USA. Incarichi attuali: Assistente nel Dipartimento di Parodontologia dell'Università di Berna Fondatore e Presi- dente dell'organizzazione svizzera "Interventi sul fumo degli studi dentistici svizzeri" (www.dental-educa- tion.ch/smoking) e dell'Oral Health Network on Tobacco Prevention and Cessation (OHNTPC) V (www.tobacco-oralhealth.net). Chairman del Primo Workshop Europeo sulla Prevenzione e Cessazione del MA E Fumo di Tabacco per personale sanitario oro-dentale. R N Premi conseguiti: Terzo Premio di Facoltà dell'Università di Berna per il CD-ROM "Terapia parodontale: Z E O un programma educativo per l'accertamento della qualità in parodontologia", 2001. "Insegnante dell'anno" R 2 nella Scuola di Odontoiatria dell'Università di Berna, Svizzera, 2002. D 0 Attività di ricerca: Valutazione e miglioramento delle abitudini per la salute oro-dentale. 10 Ì Diagnostica salivare per le malattie parodontali infiammatorie. 5 Miglioramento dell'importanza dell'e-learning nella didattica odontoiatrica.
I professionisti della salute orale sono generalmente consapevoli delle proprie responsabilità di consigliare e as- sistere il paziente a smettere di fumare. Comunque, potrebbero non sentirsi sufficientemente preparati ad aiutare i propri pazienti nella cessazione, e conseguentemente non sentirsi abbastanza sicuri nel fornire queste misure terapeutiche. Si può dedurre perciò che il miglioramento dell'educazione dentale e dell'igiene orale nella terapia antifumo risulterà in un incremento dell'autostima e della frequenza di cui si necessita. Un approccio comprensivo di sostegno al cambiamento comportamentale abbinato anche a terapia sostitutiva di nicotina, bupropin e varenicline sono risultati gli interventi più efficaci nei programmi antifumo. Varie strategie per prevenire l'uso del tabacco e metodi motivazionali per abbandonarne l'uso nei pazienti continuano ad essere oggetto di studio. Per tutti i tipi di programmi previsti, le abilità comunicative di base per la motivazione dei pa- zienti (quali ad esempio i colloqui motivazionali) se utilizzati adeguatamente si sono rivelati particolarmente utili. In futuro, una linea politica, organizzativa e iniziative educazionali potrebbero in campo odontoiatrico essere ne- cessarie per facilitare ulteriormente il coinvolgimento attivo dei professionisti dentali nelle attività di prevenzione e cessazione dell'uso del tabacco. Accanto al miglioramento nella salute pubblica, il coinvolgimento dei profes- sionisti dentali nel controllo del fumo potrebbe diventare una responsabilità sia etica che legale. 16.00-16.30 Intervallo Error: Unknown Type 0 character set: Quark-Identity 11
16.30-17.15 Igiene di vita: equilibrare esercizio e alimentazione Massimo Pagani, Milano
Massimo Pagani (Milano) Il curriculum vitae di Massimo Pagani è consultabile a pagina 4 di questo programma
È ormai acclarato che ottimali stili di vita permettono di ridurre in maniera importante il rischio di future patologie, specie in ambito cardiometabolico e oncologico. Pertanto nelle strategie di prevenzione si sta prestando attenzione crescente a metodologie che possano favorire la consapevolezza, conoscenza e capacità della popolazione ai vari livelli di età e cultura. Ad esempio promuovere uno stile alimentare corretto (a prevalenza vegetale e con basso contenuto in grassi ani- mali), evitare l'inattività (raggiungendo almeno 30 minuti al giorno di standard accettato). Purtroppo un limite critico a tale obiettivo di prevenzione riguarda i canali di comunicazione che possono esser impiegati, non tanto dal punto di vista della informazione, quanto da quello della selezione "sul campo" di po- tenziali pazienti, cioé di soggetti ad alto rischio. È stata infatti riconosciuta una inattesa importanza alla valuta- zione del rischio a lungo termine, piuttosto che di quello a minore termine (ad es il modello di Framingham a 10 2010 anni). Ovviamente tale rivalutazione impone un ripensamento del disegno operativo. Alla base della presente relazione vi è l'ipotesi che lo studio del dentista possa fungere da filtro nel selezionare i partecipanti a programmi preventivi in ambito cardiometabolico centrati su promozione di stili di vita ottimali. VENERDÌ 5 MARZO Nel Centro ricerca Terapia Neuro-Vegetativa dell'Università di Milano abbiamo messo a punto un sistema basato su semplici approcci informatici che combina una valutazione nei dominii psicologico, fisiologico e neurovege- tativo, e fornisce indicatori metrici che possono essere utilizzati per guidare la formazione a stili di vita persona- lizzati, centrati su rieducazione alimentare e riallenamento fisico, nonché su una ristrutturazione cognitiva, quando ritenuto utile. Al momento attuale abbiamo sufficienti dati per affermare la fattibilità di tale approccio e la sua utilità in alcuni ambiti specifici. Ricerche sono in corso per estenderne la applicazione ad altre categorie tra cui i bambini, specie quelli obesi, e i giovani adulti, specie quelli sedentari.
12
17.15-18.00 Invecchiare tardi, invecchiare bene Carlo Vergani, Milano
Carlo Vergani (Milano) Direttore Cattedra di Gerontologia e Geriatria, Università degli Studi di Milano ospedale Maggiore Policlinico. Dal 1986 Professore Straordinario - Cattedra di Gerontologia e Geriatria, Università degli Studi di Milano - Attività di didattica, ricerca e assistenza. Responsabile U.O. di Geriatria, Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico, Man- giagalli e Regina Elena. Vice Direttore del Dipartimento di Medicina Interna, Università degli Studi di Milano. Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Fisiopatologia dell'invecchiamento, Università degli Studi di Mi- lano. 1968/1969 - Periodo di studio presso il Medical Center di San Francisco, University of California (Borsa di Studio NATO). 1967 - Periodo di studio presso il Deparment of Clinical Pathology del Queen Mary's Hospital di Londra. In Italia nel 1900 c'erano 2 milioni di anziani, pari al 6 per cento della popolazione totale. Oggi gli anziani sono 12 milioni pari al 20 per cento della popolazione. Secondo il modello biopsicosociale dell'OMS la salute dell'anziano dipende dalla condizione fisica, dallo stato psicoaffettivo e dal rapporto sociale. I disturbi del cavo orale, in particolare quelli dell'apparato masticatorio, in- terferiscono con lo stato nutrizionale e con il senso di adeguatezza del soggetto. La malnutrizione interessa il 5- V M 10 per cento degli anziani sul territorio e il 20 per cento dei pazienti, soprattutto quelli anziani, ricoverati in A E Ospedale. Un indice di malnutrizione è la perdita involontaria del 10 per cento o più del peso corporeo nell'arco R N Z di sei mesi. Il miglioramento della capacità masticatoria è un provvedimento utile per la salute dell'anziano. Negli E O USA nel 2004 solo il 27 per cento degli ultrasessantacinquenni erano edentuli rispetto al 13 per cento della po- R 2 D polazione totale. In Inghilterra gli edentuli ultrasettantacinquenni sono diminuiti del 30 per cento negli ultimi 01 trenta anni. Poiché il 95 per cento degli anziani vive sul territorio e poiché di questi solo l'8 per cento è confinato 0 Ì 5 in casa e il 9 per cento ha difficoltà nel movimento, tre anziani su quattro sono in grado di recarsi allo studio medico per sottoporsi alla visita odontoiatrica. Alle difficoltà di carattere economico di cui spesso soffre l'anziano si pensa si possa sopperire con i fondi integrativi del SSN previsti dal decreto del Ministro del Welfare che destina una parte delle risorse a prestazioni di assistenza odontoiatrica compresa la fornitura di protesi dentarie. L'anziano è portatore di più malattie (in Italia il 60 per cento degli ultrasessantacinquenni presenta almeno due malattie croniche quali l'artrosi/artrite, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, il diabete, le malattie cardiova- scolari) e assume più farmaci. La polipatologia e la politerapia possono provocare o peggiorare i disturbi del cavo orale. L'approccio personalizzato e multidimensionale all'anziano migliora la durata e la qualità della vita. 18.00-18.30 Tavola Rotonda Domande alle quali i Relatori daranno risposta: Cosa sono i biofilm e in che modo promuovono le gengiviti e le parodontiti? Stili di vita appropriati possono migliorare lo stato di salute nei cittadini e in particolare nei nostri pazienti? In quale modo l'igienista può contrastare l'uso del tabacco nei propri pazienti che fumino e quale tragitto formativo è necessario per sviluppare competenze in questo settore? 13
Sabato, 6 Marzo 2010 SALA MAGGIORE CORSO CLINICO: LA STRUMENTAZIONE NON CHIRURGICA E IL CONTROLLO DEI RISULTATI Coordinatore: Stefano Chieffi, Firenze Relatori: Silvia Bresciano, Torino - Chiara Camorali, Parma
Stefano Chieffi (Firenze) Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Odontostomatologia. E' stato Professore a Contratto affiliato alla Cattedra di Parodontologia del Corso di Laurea in Odontoiatria e della Scuola di Specializzazione della Fa- coltà di Medicina dell'Università di Firenze e presso la Scuola a Fini Speciali 6 per Igienisti Dentali dell'Università di Siena. E' Professore a Contratto affiliato alla Cattedra di Parodontologia della Facoltà di Odontoiatria dell'Università 2010 di Siena. Ha frequentato il reparto di Parodontologia del Royal Dental College di Aarhus, in Danimarca, svolgendo attività clinica. SABATO Si occupa a livello professionale esclusivamente di Parodontologia da circa 25 anni. MARZO E' Socio Attivo della Società Italiana di Parodontologia.
Presidente di Seduta: Giovanni Zucchelli, Bologna 09.00-09.15 Introduzione, a cura del Coordinatore
14
Silvia Bresciano (Torino) Diploma di Igienista Dentale presso la Forsyth School for Dental Hygie- nists di Boston, USA, nel 1987. Diploma in "Associate Science in Dental Hygiene" conseguito presso la Nor- theastern University, Boston, USA nel 1987. Laurea in Igiene Dentale presso Università degli Studi di Genova nel 2004. Conseguito Master di I° Livello in Prevenzione Odontostomatologica c/o Univ. La Sapienza di Roma nel 2004. Professore a contratto del C.I. scienze dell'igiene dentale II, cariologia II, della disciplina di "Scienze Me- diche ed Applicate" nell'ambito del corso di laurea di igiene dentale presso l'Università di Torino Professore a contratto per attività didattica integrativa del corso integrativo Igiene e Prevenzione odontoia- trica, Conservativa III, del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria. Membro attivo dell'Associazione Igienisti Dentali Italiani (AIDI). Membro dell'American Dental Hygiene Association. Relatrice presso congressi nazionali ed internazionali. Autrice di pubblicazioni su riviste scientifiche di igiene dentale. Coautore nella collana "Prevenzione e Igiene Dentale" MASSON, 2001. Coautore del capitolo IV: Preven- zione e propedeutica operativa del "Trattato di odontoiatria clinica" MINERVA MEDICA, 2004. Dal 1987 esercita la professione di igienista dentale presso lo studio odontoiatrico associato dottori Bre- sciano-Pasqualini.
M S Chiara Camorali (Parma) A A R B Z A 1982 - Certificate in Dental Hygiene Forsyth School for Dental Hygienists O T Boston, Massachussets, U.S.A. 2 O 0 Associate in Science in Dental Hygiene - Northeastern University - Boston, 10 Massachussets, U.S.A. 6 1991- Equipollenza del titolo di Igienista Dentale conseguito negli U.S.A. al titolo italiano - Ministero della Sanità. 2004 - Laurea in Igiene Dentale - Università degli Studi di Genova, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Corso di Laurea per Igienisti Dentali. Master Universitario di I° livello in Prevenzione Odontostomatologica - Università degli Studi di Roma "La Sapienza", I° Facoltà di Medicina Istituto di Clinica Odontoiatrica. INSEGNAMENTI UNIVERSITARI: dall'Anno Accademico 1990/1991 ad oggi: Corso di Laurea in Igiene Dentale - Università degli studi di Bologna - Professore a contratto - Insegnamento ufficiale Med 50 - Scienze e tecniche di igiene dentale ­ II anno. Dall' Anno Accademico 2004 ad oggi: Prof. a contratto "Strumentazione parodontale non chirurgica" nel- l'ambito del corso di Parodontologia - Corso di Laurea Specialistica in Odontoiatria e protesi Dentale - Uni- versità degli Studi di Parma. A.A 2004-2004 e 2008-2009: Insegnante presso il Master di Implantologia - Università degli Studi di Parma. PUBBLICAZIONI: Pubblicazioni su riviste nazionali ed estere; autrice di 8 capitoli su argomenti inerenti l'igiene dentale nella collana di testi per igienisti dentali "Prevenzione ed Igiene Dentale" ed. Masson. RELAZIONI: Relatrice in congressi Internazionali e nazionali in talia ed all'estero, in corsi di aggiornamento in Italia ed all'estero organizzati da AIDI, International Federation of Dental Hygiene, Società Italiana di Parodontologia, European Federation of Periodontology, ANDI locali, Amici di Brugg ATTIVITÀ PROFESSIONALE: Dal Gennaio 1983 ad oggi: attività clinica. 15
La prevalenza della malattia parodontale nella popolazione è elevata ed indicativa della necessità di trattamento e di programmazione di interventi di prevenzione primaria allo scopo di prevenire l'insorgenza di nuove patologie e di recidive. La malattia parodontale è direttamente correlata alla presenza di un biofilm composto da parodon- topatogeni e la sua progressione dipende da numerosi fattori , tra i quali la difesa dell'ospite. Con il trattamento parodontale non chirurgico rimuoviamo, a livello sopra e sub gengivale, biofilm, depositi di tartaro e patogeni parodontali. Obiettivi di questa fase del trattamento sono di arrestare la progressione della ma- lattia parodontale, ridurre la profondità di sondaggio e , idealmente , ottenere un guadagno di attacco clinico. Oggi nuove tecnologie ci offrono la possibilità , rispetto al passato, di operare in modo più preciso ed efficace; ot- tenere dei successi clinici dopo la Error: Unknown Type 0 character set: Quark-Identity terapia parodontale causale, non è più così complicato ed anche la letteratura scientifica ne dà evidenza. Risulta invece molto impegnativo per tutto il team odontoiatrico guidare il paziente a mantenere un elevato stan- dard di controllo di placca necessario per la stabilità parodontale a medio-lungo termine ed istruirlo nella valuta- zione dei risultati che ottiene con il suo impegno quotidiano. Il ruolo del paziente nel modificare i suoi comportamenti di salute orale con un controllo di placca accurato, nel controllare i fattori di rischio modificabili quali ad esempio la cessazione del fumo, nell'attenersi alla frequenza dei richiami di igiene professionale come consigliato ed una sana alimentazione, rimane quindi il punto fonda- mentale per il successo di ogni terapia parodontale. Nella pratica quotidiana l'igienista dentale deve mettere in atto diverse strategie per stilare ed applicare un piano di trattamento personalizzato che si basi sull'analisi di diversi aspetti , ed in particolare sull' intercettazione pre- coce dei fattori di rischio per le malattie del cavo orale, accertati e putativi specifici per ogni caso. Premessa indispensabile per eseguire un'efficace terapia parodontale non chirurgica è la sua corretta programma- zione. La completa valutazione del paziente permette la corretta diagnosi, prognosi e la conoscenza delle sue esi- genze. L'operatore deve saper scegliere il protocollo più adatto ad ogni singolo caso così come gli strumenti da utilizzare per ottenere i migliori risultati clinici. L'Evidence Based Dentistry si propone di guidare le nostre scelte operative ed ogni clinico deve saper integrare al- l'evidenza scientifica l'esperienza personale e le esigenze del paziente. "Quando questi tre elementi sono integrati, 6 clinici e pazienti formano un'alleanza diagnostica e terapeutica che ottimizza i risultati clinici e la qualità della vita" (David Sackett). 2010 SABATO MARZO 09.15-10.30 I parte
16
10.30-10.40 Assegnazione del Premio "Michele Cagidiaco" per il miglior Poster 10.40-11.10 Intervallo 11.10-12.45 II parte 12.45-13.15 Tavola Rotonda Domande alle quali i Relatori daranno risposta: Quale protocollo di strumentazione non chirurgica scegliere? Che tipo di strumentazione scegliere: manuale o meccanica? Quali dati raccogliere per valutare la stabilità dei tessuti parodon- tali e quando? 13.15 Chiusura dei lavori M S A A R B Z A O T 2 O 010 6
17
Francesco Milano (Bologna) E' laureato in Medicina e Chirurgia dal 1975 e specialista in Clinica Odontoiatrica e Stomatologia dal 1977. Per molti anni Professore a con- tratto in Parodontologia presso l'Università di Bologna, è stato anche Visiting Professor per la chirurgia muco-gengivale presso l'Università di Aarhus, in Da- nimarca, nel 1992 e nel 1994. Dal 1983 è Socio Attivo della Società Italiana di Parodontologia ed ha svolto nell'ambito di essa la funzione di Segretario dal 1991 al 1993. Autore di diverse pubblicazioni scientifiche, è stato relatore a convegni nazionali ed internazionali ed ha tenuto corsi di chirurgia muco-gengivale all'estero. Esercita l'attività libero-professionale a Bologna.
PRESIDENTI DI SEDUTA Giovanni Zucchelli (Bologna) Professore Associato di Parodontologia, Università degli Studi di Bologna Dottorato di ricerca in Biotecnologie Mediche. Socio Attivo e membro della commissione accettazione soci della SIdP. Membro dell'Editorial Bord del "European Journal of Esthetic Dentistry". Autore di numerose pubblicazioni internazionali in campo parodontale. Autore di libri sulla chirurgia mucogengivale e coautore del capitolo "Terapia mucogengivale" del libro di Jan Lindhe, Ed. Blackwell Munksgaard. Vincitore di premi per la ricerca clinica in Italia, Europa ed USA.
18
COMMISSIONE VALUTATRICE: Giancarlo Agudio (Bergamo), Giovanni Braga (Tricesimo UD), Stefano Chieffi (Firenze) P1 - RISCHI EREDITARI E INDICATORI DI RISCHIO GENETICO NELLA PREVENZIONE E DIAGNOSI DELLE MALATTIE PERIMPLANTARI M.D. Morini, M. Brosio, L. Colnago Università Vita-Salute San Raffaele, Milano Con il nostro lavoro scientifico ci siamo posti l'obiettivo principale di valutare la possibile associazione del polimorfismo genetico IL-1alfa (-889), IL-1beta (+3954) e nel recettore antagonista IL-1Rn(+2018) positivi, come fattore di rischio per l'espressione clinica delle malattie perimplantari in impianti osteointegrati. Obiet- tivi secondari erano relativi alle sinergie tra tale polimorfismo genetico, il fumo e la parodontite pregressa nel determinare il profilo di rischio per le patologie perimplantati nei pazienti reclutati. Il polimorfismo genetico può modulare la risposta infiammatoria delle citochine dell'ospite contro i batteri, influenzando la suscetti- bilità nella malattia perimplantare. Materiali e metodi: Sono stati reclutati 27 pazienti di razza caucasica con età compresa tra i 35 e 76 anni di cui 9 fumatori. Tutti i pazienti reclutati presentano almeno un impianto in funzione da più di tre anni con perimplantite, diagnosticata con esame clinico e strumentale: presenza di BOP e/o suppurazione, perdita ossea evidente in radiografia e presenza di tasca perimplantare (>5mm). Il DNA è stato prelevato dalle cellule epiteliali strofinando uno swab buccale all'interno della guancia del paziente e il campione analizzato tramite tecnica PCR dal laboratorio analisi. Risultati: Lo studio (con il limite di un numero ridotto di pazienti) ha confermato una possibile relazione tra il polimorfismo genetico IL-1+ e la malattia perimplantare. La relazione è più stretta in pazienti fumatori e con storia di parodontite pregressa. In pazienti con questi fattori di rischio sarebbe opportuno eseguire il test genetico prima di procedere con la chirurgia perimplantare, ricevere un valido consenso informato e predi- SE sporre un valido e individualizzato programma di mantenimento. PO SSSTIOE P2 - RICERCA DI BASE SULLE MALATTIE PARODONTALI PER LA PREVENZIONE DELLA R N SALUTE ORALE NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO E C. Mazza*, L. Strohmenger**, G. Campus***, F. Caruso* *Discipline Odontostomatologiche, Ortodontiche e Chirurgiche della Seconda Università degli Studi di Napoli **Centro di Collaborazione OMS per l'Epidemiologia e l'Odontoiatria di Comunità di Milano ***Istituto di Clinica Odontoiatrica Università di Sassari Il lavoro descrive lo studio pilota sulle condizioni di salute orale in età evolutiva effettuato nella provincia dell'Oudalan, nel territorio del Sahel in Burkina Faso. Premessa del lavoro è stato l'esame delle condizioni sociali, politiche ed economiche del territorio nazionale e locale. Questo ha permesso di instaurare i necessari legami con la popolazione e le autorità locali al fine di svolgere l'indagine epidemiologica. Il campione oggetto di studio è stato formato da 692 bambini appartenenti alle fasce di età 5/6 anni e 12 anni. I soggetti, maschi e femmine, scolarizzati e non, sono stati intervistati e visitati nei villaggi del comune di Gorom Gorom, nella provincia dell'Oudalan, da una igienista dentale e da un interprete locale con funzione di mediatore culturale, che ha assistito l'operatore nella compilazione della cartella clinico-anamnestica. Sulla base delle direttive OMS circa la raccolta di dati epidemiologici di salute parodontale è stato rilevato l'indice parodontale di comunità (CPI). È risultato che l'uso dello spazzolino da denti è piuttosto comune in città mentre è quasi assente nei villaggi rurali, mentre un'abitudine comune è usare un legnetto ricavato dall'albero di acacia. I risultati, che hanno indicato una relazione statisticamente significativa tra le condizioni parodontali e l'abi- tudine di masticare il legnetto, sembrano indicare la chiara necessità di strutturare un intervento di preven- zione primaria e secondaria. Tale intervento potrà effettuarsi grazie all'invio di una equipe col compito di intervenire sulla popolazione e formare personale locale, assicurando sostenibilità futura all'intervento. 19
P3 - EVOLUZIONE DELLE ABITUDINI DI IGIENE ORALE DAL 1989 AD OGGI: TRE INDAGINI A CONFRONTO C. Mazza*, N. Satta**, M. Caputo***, F. Caruso* *Dipartimento di Discipline Odontostomatologiche, Ortodontiche e Chirurgiche della Seconda Università degli Studi di Napoli - **Università degli Studi di Cagliari - ***Libero professionista L'obiettivo della ricerca è evidenziare come negli ultimi venti anni si siano modificate le abitudini di igiene orale domiciliare in un campione di 100 pazienti afferenti presso l'ambulatorio di I visita del Dipartimento di Odontostomatologia, Ortodonzia e Chirurgia della Seconda Università degli Studi di Napoli. Tre sono le indagini a confronto: la prima condotta nel 1989, la seconda nel 1999 e l'ultima nel 2009: tutte sono state svolte seguendo gli stessi criteri di ricerca. La raccolta dei dati è avvenuta attraverso la somministrazione di un questionario costituito da 16 Item. L'in- contro con i pazienti è stato diviso in due fasi: nella prima l'igienista dentale ha affiancato l'odontoiatra in ambulatorio durante la visita, nella seconda l'operatore ha informato il paziente sulla finalità della ricerca e ha eseguito l'intervista. I dati raccolti sono stati poi confrontati con i rispettivi delle precedenti indagini. Secondo quanto emerso dall'indagine del 2009, si è riscontrato un generale miglioramento delle abitudini di igiene orale rispetto allo status quo ante. Dalla comparazione risulta infatti un incremento dell'informazione e della sensibilità dell'utenza verso i problemi di natura odontoiatrica e verso le abitudini di igiene orale do- miciliare. P4 - IGIENISTA DENTALE E COUNSELING ANTITABAGICO C. Mazza*, N. Satta**, M. Rossini***, M. Boldi*** *Seconda Università degli Studi di Napoli - **Università degli Studi di Cagliari ***Università degli Studi dell'Insubria NE Ogni anno nel mondo 3.500.000 persone muoiono a causa del fumo e più di 90.000 sono Italiane. STER Il tabagismo è una vera e propria patologia, come evidenziato dall'OMS nella decima revisione della classifi- cazione internazionale delle malattie (ICD 10 - INTERNATIONAL CLASSIFICATION OF DISEASES), includendo la SESSIO PO dipendenza da tabacco nella lista dei disturbi legati all'uso di sostanze farmacologiche, e come tale deve es- sere trattato. L'Igienista dentale, quale figura sanitaria preposta alla prevenzione e alla promozione della salute, deve co- noscere e mettere in pratica i vari metodi per la disassuefazione dal fumo di tabacco, non solo spiegando al paziente fumatore quali sono i danni che esso provoca all'organismo, ma mettendo in evidenza i benefici e i miglioramenti che egli riceve dall'interruzione di questa deleteria abitudine. Attraverso l'istruzione e la motivazione, monitorando nel tempo la salute parodontale del paziente fumatore, l'igienista ha il compito di applicare tutte le metodiche richieste per dissuadere lo stesso dalla dipendenza dal fumo di tabacco, migliorandone non solo la salute del cavo orale, ma anche lo stato di salute generale. Questa evidenza ha dato al team odontoiatrico una nuova consapevolezza del ruolo che l'igienista dentale ri- veste quale garante del mantenimento della salute orale dei pazienti, anche attraverso l'introduzione di pro- grammi di disassuefazione dal fumo nella routine quotidiana. P5 - COMUNICAZIONE COME CHIAVE DI SUCCESSO DELLA TERAPIA PARODONTALE NEL RAPPORTO CON I PAZIENTI DISABILI C. Mazza*, N. Satta**, V. Castiello***, F. Caruso* *Dipartimento di discipline odontostomatologiche, ortodontiche e chirurgiche ­ ***Seconda Università degli Studi di Napoli, **Università degli Studi di Cagliari - ***Libero professionista Il successo della terapia parodontale è determinato in primis dal raggiungimento di una buona compliance con il paziente. Tale obiettivo, difficile da raggiungere con pazienti normodotati, è ancora più complesso da 20
realizzare nella delicata interazione con soggetti disabili. L'igienista ed il paziente interagiscono costante- mente a livello psicodinamico, ciò determina un'adeguata presa in cura della "persona" in toto, non del "caso clinico" ma dell'essere umano che richiede, in quanto tale, come prima reale forma di aiuto, "ascolto e visibilità psicologica". Conoscenza e rispetto dell'altrui personalità e consapevolezza della difficoltà del lavoro con portatori di disabilità, richiedono sensibilità ed attenta valutazione delle molteplici variabili che determinano l'atteggiamento del disabile nei confronti dell'igiene orale, che spesso è già di per se compro- messa. Come sostiene P. Watzlawick: "l'essere umano non può non comunicare, può invece non essere cosciente di quanto comunica". Occorrono quindi solide conoscenze psicologiche e padronanza di specifiche tecniche di comunicazione affinché il disabile venga motivato ed i risultati raggiunti possano perdurare nel tempo. Il rin- forzo di alcuni concetti e la scelta di esemplificazioni potranno ottimizzare la comunicazione. Nell'approccio con questi pazienti le strategie per innalzare il livello motivazionale e realizzare un'efficace comunicazione si attuano mediante l'utilizzo di specifiche tecniche quali: "rinforzo positivo", "modeling", "timing", "tell-show- do". P6 - L'IGIENISTA DENTALE E LA COMUNICAZIONE CON IL PAZIENTE A. Gelsi, F. Bernacchia, E. Boni, C. Magni Università Politecnica delle Marche - Facoltà di Medicina e Chirurgia - C.L. Igiene Dentale Il successo di un intervento terapeutico dipende non solo dalle specifiche competenze del professionista ma anche dalle sue competenze relazionali. Strategie per una comunicazione corretta ed efficace: il primo incontro è spesso determinante, la relazione, la comunicazione paraverbale, la comunicazione non verbale, il Role Playing, la sindrome del Burn-out. Saper essere un punto di riferimento per il paziente. Oltre il "saper fare" riuscire a trasmettere un certo modo di "saper essere" ispirato da etica e valori, dove l'uomo e la sua salute è al centro della professione. Come presentare al paziente un piano personalizzato degli obiettivi terapeutici. S Comunicazione a più livelli: motivazione, istruzione ed educazione orale. Informazione scientifica sui disturbi E P e l'importanza dello stile di vita. O SS Una buona relazione alla base della compliance del paziente: interagire con lui prima di supporre le nostre ST IO idee, studiare una strategia per migliorare la compliance maturando decisioni in accordo comune con il pa- ER ziente. N Il colloquio per aiutare il paziente a superare l'odontofobia. Elaborare i conflitti inconsci all'origine del disturbo E con l'aiuto dell'Igienista Dentale, ciò aiuta il paziente a disinvestire il professionista dalla sua potenza terrifica e a liberarsi definitivamente da quel complesso di sintomi ansiosi che impediscono le cure orali. Il giusto approccio: distaccato ma comprensivo. Empatia cognitiva: l'Igienista Dentale impara a separare il "sé professionale" dal "sé personale", costruendo una distanza emotiva che lascia però spazio ad un atteg- giamento comprensivo e rassicurante nei confronti del paziente. Questo comportamento protegge psicologicamente il professionista dall'interazione continua con persone che soffrono o provano paura; por- tando migliori risultati nel rapporto a lungo termine, nei trattamenti, e soprattutto maggiore soddisfazione del paziente. P7 - IGIENE ORALE DOMICILIARE NEL BAMBINO A. Bucci, E. Attorresi Studentesse C.L. in Igiene Dentale presso Università Politecnica delle Marche (Ancona) 1. INTRODUZIONE Questo lavoro è una sorta di manuale che racchiude le principali norme per la cura di tutta la bocca del bam- bino, dalla nascita al raggiungimento di una sufficiente autonomia. Presenta tutti gli atteggiamenti che un genitore deve assumere per assicurare al proprio figlio una corretta igiene orale domiciliare e far si che questa educazione rimanga come bagaglio del futuro individuo. 21
2. DALLA NASCITA AL PRIMO DENTE -L'igiene orale inizia alla nascita. -Come e quando pulire le mucose e le gengive del neonato. -Riconoscere i sintomi della dentizione. -Quali accorgimenti assumere e quali evitare durante lo sviluppo della prima dentizione. 3. DENTIZIONE DECIDUA -Importanza della dentizione decidua -Strumenti per l'igiene orale in questa fase -Tecniche di spazzolamento -Fluoro e alimentazione 4. DENTIZIONE PERMANENTE -Educazione del bambino sull'igiene orale -Tecniche di spazzolamento -Altri strumenti utili 5. CONCLUSIONE Questo percorso è un lavoro di crescita che il bambino ed il genitore devono svolgere insieme in modo tale che l'igiene orale non diventi un'imposizione, ma venga percepita come un momento importante per tutta la fa- miglia. P8 ­ PROBIOTICI E SALUTE ORALE: UNO STUDIO IN VITRO C. Comastri, G. Costa, T. G. Rizzati, F. Scandurra, M. Gatti Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche, sezione di Microbiologia-Alma Mater Studiorum-Università di Bologna NE Introduzione: OMS e FAO definiscono i probiotici come microrganismi vivi che, se somministrati in adeguate quantità, possono apportare un beneficio alla salute dell'ospite. Se esiste evidenza scientifica della loro effi- STER cacia per il trattamento e la prevenzione delle affezioni del tratto gastrointestinale, i loro effetti a livello del cavo orale richiedono approfondimenti. SESSIO PO Molte delle patologie che interessano la cavità orale come gengiviti, carie e malattia parodontale sono deter- minate da una ben specifica microflora. Intervenire a livello del cavo orale con probiotici significa andare a variare questa microflora, introducendo batteri che possono essere sfruttati a nostro vantaggio in virtù delle loro caratteristiche peculiari. Scopo del lavoro: è stato quello di studiare alcune caratteristiche dei batteri contenuti all'interno dell'unico prodotto probiotico specifico per la salute orale presente sul mercato nazionale. Materiali e metodi: i batteri contenuti nel prodotto probiotico sono stati identificati dal punto di vista biochi- mico e utilizzati per verificarne la suscettibilità "in vitro"rispettivamente nei confronti dei più comuni antibiotici utilizzati nella pratica clinica e nei confronti dei principi attivi presenti in alcuni collutori del commercio. Risultati: i 2 ceppi di L.reuteri identificati all'interno del prodotto probiotico hanno presentato sensibilità nei confronti della maggior parte degli antibiotici testati (compreso amoxicillina + acido clavulanico, utilizzato frequentemente in odontoiatria). Buona è stata la risposta dei collutori con clorexidina, discreta quella dei collutori con fluoro, mentre nessuna risposta hanno dato i collutori con olii essenziali. Conclusioni: i batteri probiotici possono essere un nuovo approccio terapeutico in quanto migliorano l'equilibrio della microflora, stimolano il sistema immunitario, producono nutrienti e altre sostanze in grado di ridurre i batteri cariogeni e parodontopatogeni del cavo orale, sovvertendone la microflora a favore di una non patogena. Il trattamento probiotico non può però sostituirsi all'igiene orale, ma deve inserirsi nell'ottica di un trattamento coadiuvante nel raggiungimento e mantenimento della salute orale.
22
P9 - ESAME COLTURALE E RT-PCR NELLA VALUTAZIONE E MODULAZIONE DEL BIOFILM PERIMPLANTARE INDOTTA DA TERAPIA PARODONTALE NON CHIRURGICA E PROBIOTICI G. Costa, T.G. Rizzati, F. Scandurra, C. Comastri. M. Gatti Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche, sezione di Microbiologia-Alma Mater Studiorum Università di Bologna Scopo dello studio: valutare la modulazione dell'associazione batterica colonizzante le tasche perimplantari di parodontopatici, utilizzando esame colturale e RT-PCR (Gum-Sunstar) per la ricerca di A.actinomycetem- comitans, P.gingivalis, T.forsythensis, T.denticola, prima e dopo cinque mesi dalla terapia parodontale non chirurgica di 24 pazienti,non inseriti in programma di supporto, range 43 - 88, 100 impianti inseriti media- mente da 11 anni. Per pilotare la composizione del biofilm siamo intervenuti dall'esterno, rendendo le condizioni dell'habitat inadeguate alla colonizzazione dei parodontopatogeni attraverso terapia causale e motivazione (particolar- mente per scrupolosa igiene dello spazio interprossomale e stile di vita) e dall'interno con l'assunzione di probiotico per 12 pazienti (gruppo test). Dopo 5 mesi abbiamo verificato: a) variazione della composizione del biofilm, b) possibilità di avere, dall'in- dagine microbiologica, indicazioni sulla frequenza individualizzata dei richiami, c) corrispondenza tra clinica e composizione del microbiota. Materiali e metodi: ad ogni paziente,prima e dopo terapia, sono stati effettuati prelievi in doppio (per RT- PCR ed esame microscopico e colturale) da quattro siti perimplantari mediante coni di carta sterili. Risultati: il 2° prelievo, con CFU/ml >10 ,registra per le Bacteroidaceae non nigropigmentate un incremento dal 59% all'81% e per le Bacteroidaceae nigropigmentate un decremento dal 41% al 19%: in particolare T.f. e P.g. dal 79 al 54%, A.a. dal 41 al 17%, le spirochete, osservate al microscopio in campo oscuro, dal 62,5 al 33%. RT-PCR con CFU/ml >10 scende per T.f. dall' 83,3 al 54%, P.g. dal 70,8 al 37,5%, A.a. dal 20,8% al 12,5%, T.d. dal 66,6 al 37,5%. Conclusioni: i dati mostrano che la popolazione batterica del secondo prelievo, pur elevata,ha subito una di- S minuzione della presenza (conte e percentuali) dei parodontopatogeni. La riduzione maggiore si è avuta nel E P gruppo test che ha assunto il probiotico, dal 12,87 al 5,85%, rispetto al gruppo di controllo. O SS ST IO ER N P10 - VIRUS ERPETICI (CMV ed EBV) E PAPILLOMAVIRUS IN PAZIENTI TRAPIANTATI E D'ORGANO G. Castronovo, P. D'Agaro, G. Rebellato, E. Russi, L. Bevilacqua Università degli Studi di Trieste Corso di Laurea in Igiene Dentale (Presidente: Prof. Milena Cadenaro) Introduzione: questo studio si offre di indagare il possibile ruolo dei virus nella patogenesi delle malattie parodontali in pazienti con diversi stati di immunodepressione. Materiali e metodi: è stata presa in considerazione la prevalenza dell'infezione da CMV (Citomegalovirus), EBV (Epstein-Barr) e HPV (Papillomavirus) in 15 pazienti trapiantati d'organo e confrontati con un gruppo di controllo di 15 pazienti immunocompetenti parodontopatici. Gli individui di entrambi i gruppi presentavano almeno due siti con PPD > di 6 mm, uno per arcata, e non avevano effettuato sedute di igiene professionale da almeno un mese. Per ogni sito è stato raccolto un cam- pione di placca sottogengivale mediante curette sterili e successivamente è stata effettuata l'analisi PCR. Risultati: Tutti i prelievi hanno dato esito negativo per l'CMV; l'EBV e l'HPV sono stati rilevati rispettivamente in 6 e 5 campioni appartenenti a pazienti trapiantati d'organo. Conclusioni: La maggiore presenza di EBV nelle tasche parodontali rilevata nel nostro studio si trova in ac- cordo con i risultati ottenuti recentemente da Nibali (2009). La maggior concentrazione nell'ambiente sottogengivale dell'HPV può avvalorare l'ipotesi avanzata in lette- ratura che vede le tasche parodontali come possibili reservoir virali. In soggetti immunodepressi la valutazione della presenza di virus oncogeni a livello del cavo orale dovrebbe essere parte integrante della prevenzione dello sviluppo di eventuali lesioni maligne. 23
P11 - L'IGIENE ORALE PROFESSIONALE MODIFICA I LIVELLI EMATICI DI GLUCOSIO? STUDIO CLINICO RANDOMIZZATO SU PAZIENTI CON GENGIVITE V. Pennati, M. Giani, U. Pagliaro, M. Nieri CdL Igiene Dentale Università degli Studi di Firenze Background: lo scopo dello studio è di valutare, in pazienti affetti da gengivite, se l'igiene orale professionale è in grado di determinare una variazione della glicemia. Metodi: quaranta pazienti volontari con gengivite sono stati divisi in due gruppi. Al baseline ad ogni paziente è stata misurata la glicemia. Venti pazienti (test) sono stati sottoposti a igiene orale professionale. Al termine dell'igiene, dopo un'ora e dopo una settimana ad ognuno dei 20 pazienti sono state effettuate 3 ulteriori misurazioni della glicemia. I 20 pazienti di controllo sono stati sottoposti alla medesima procedura ad accezione della seduta di igiene orale. La sequenza di randomizzazione è stata generata per mezzo di una lista di numeri casuali ottenuta al computer. L'allocation concealment è stato ottenuto attraverso buste chiuse che assegnavano il paziente al test o al controllo. Il misuratore della glicemia non era a conoscenza del trattamento. Prima di iniziare lo studio è stata effettuata una prova di affidabilità del misuratore della glicemia. La dimensione campionaria è stata stabilita utilizzando = 0.05, una potenza dell'80%, una differenza mi- nima di 10 mg/dl e la deviazione standard di 10.7 mg/dl. Risultati: il trattamento non ha influenzato la glicemia (differenza media tra i gruppi di 0.77 mg/dl, intervallo di confidenza al 95%: -2.64;4.18 mg/dl, P=0.6581). I pazienti con livelli più alti di glicemia hanno continuato ad averli più alti anche dopo il trattamento e la glicemia si è abbassata dal baseline alla prima ora, è rimasta stazionaria fino alla seconda ora per poi tornare ai livelli del baseline dopo una settimana. Conclusioni: nei pazienti affetti da gengivite l'igiene orale professionale non modifica i valori ematici di glu- cosio a breve termine. NE P12 - EFFETTO DU UN NUOVO COLLUTTORIO AGLI OLI ESSENZIALI SENZA ALCOL SU 3 STER GIORNI DI RICRESCITA DELLA PLACCA J. Di Mattia, E. Marchetti, F. Casalena, S. Mummolo, G. Marzo SESSIO PO Università degli Studi dell'Aquila, Insegnamento di Parodontologia Background: i collutori agli oli essenziali sono impiegati da anni nel trattamento di supporto della malattia parodontale per la loro documentata attività antibatterica. Tale attività antimicrobica è dovuta alla capacità del collutorio, in forma di soluzione idroalcolica, di penetrare il biofilm batterico. Scopo del nostro studio è stato quello di valutare, impiegando un modello di ricrescita della placca in vivo di 3 giorni, se un nuovo col- lutorio agli oli essenziali senza alcol abbia le stesse caratteristiche antibatteriche del collutorio di controllo agli oli essenziali a base alcolica. Materiali e metodi: è stato condotto uno studio clinico randomizzato e controllato, in doppio cieco e crossover, su un campione di 30 soggetti. Al baseline tutti i volontari hanno ricevuto un'accurata profilassi professionale e sono stati assegnati in ma- niera randomizzata al gruppo test (Daycare, Curaden) o al gruppo controllo (Listerine, Johnson & Johnson). Nei successivi 3 giorni, nei quali sono state fatte sospendere tutte le manovre di igiene orale meccanica, en- trambi i gruppi hanno fatto 2 sciacqui al giorno con 20 ml del prodotto assegnato. Alla fine del periodo spe- rimentale è stato misurato l'indice di placca secondo Quigley e Hein modificato da Turesky e i soggetti hanno seguito un washout di 7 giorni al termine del quale i gruppi sono stati invertiti. Risultati: il collutorio agli oli essenziali con etanolo mostra un miglior effetto inibente la ricrescita della placca a 3 giorni rispetto al collutorio test (indice di placca=2.19 contro 2.46, rispettivamente, P<0.01). Conclusioni: il collutorio agli oli essenziali senza alcol sembra avere un effetto di inibizione sulla ricrescita della placca inferiore rispetto al tradizionale in soluzione idroalcolica.
24
P13 - APPROCCIO GENETICO ALLA DIAGNOSI DELLA MALATTIA PARODONTALE: RUOLO DELL'IGIENISTA A. Baldini, S.Visconti, C. Panzeri Università della Milano Bicocca Scopo del lavoro: progettare un innovativo approccio clinico, genetico e microbiologico volto ad una più ac- curata valutazione diagnostica e prognostica alla malattia parodontale per individuare un piano i trattamento individualizato. Materiali e metodi: sono stati selezionati 40 pazienti con malattia parodontale, 24 di sesso femminile e 16 di sesso maschile con una età media di 52 anni ed un range dai 35 ai 70 anni afferenti alla Clinica Odonto- iatrica dell'Università della Milano-Bicocca. con almeno 4 siti con una profondità di sondaggio superiore a 4 mm che non soffrissero di particolari patologie sistemiche (cardiovascolari, diabete etc). I sondaggi parodontali sono stati effettuati mediante una sonda elettronica (FP, Florida Probe ® Company, Gainesville, FL, USA Infomedica, Italia) calibrata ad una forza costante pari a 25 grammi. Ai pazienti è stato inoltre effettuato un test parodontale genetico e microbiologico (IPT Test Firenze). Il Test genetico valuta il profilo personale di rischio del paziente a sviluppare la malattia. In particolare, seguendo la letteratura internazionale impattata, viene analizzato il gene dell'Inteleuchina 1 IL-1 per tre polimorfismi: il primo localizzato in posizione ­899 del gene Il-1 A e il secondo in posizione ­ 3953 del gene dell'IL-1B ed infine quello per l'IL-1RN. Risultati e Discussione: in base alla combinazione della mutazione a carico del IL1RN con gli altri due tipi si possono individuare 4 Genotipi in ordine di gravità: Genotipo 1 (bassa predisposizione), Genotipo 2 (aumentata predisposizione ), Genotipo 3 (rischio di sviluppo) Genotipo 4 (tendenza alla recidiva). Nel 14% dei casi selezionati e' risultato un Genotipo 1, nel 43% un genotipo 2, nel 29% un genotipo tipo 3, nel 14% un genotipo tipo 4. S P14 - VALUTAZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO NELL'INSORGENZA E LA PROGRESSIONE E P DELLA MALATTIA PARODONTALE O SS S L. Bevilacqua, M Graziani, R. Di Taranto, G. Castronovo T IO E Università degli Studi di Trieste. Corso di Laurea in Igiene Dentale (Presidente Prof. Milena Cadenaro) R NE Obiettivo: individuare tutti i fattori di rischio per la malattia parodontale e ricercare la metodica più valida che ne determini il ruolo nel processo patologico. L'obiettivo finale è il raggiungimento ed il mantenimento della salute parodontale Materiali e metodi: sono state analizzate le cartelle parodontali, lo status radiografico ed il modulo per la valutazione del rischio individuale di 156 pazienti presenti in un programma di terapia di supporto da almeno 6 mesi presso la Clinica Stomatologica dell'Università degli Studi di Trieste. I parametri usati per calcolare l'area di rischio sono: percentuale di sanguinamento al sondaggio, numero di tasche residue 5mm; numero di denti persi su un totale di 28, perdita ossea iN relazione all'età del paziente, fumo e fattori di rischio locali. In base ai parametri descritti viene disegnato un diagramma multifattoriale utile alla valutazione dell'area di rischio individuale del paziente che in base al valore numerico verrà clas- sificata in bassa, media, alta. Risultati: risultati preliminari non hanno evidenziato una variazione nel tempo dei principali parametri presi in considerazione permettendo di ipotizzare la possibilità di mantenere uno stato di salute parodontale indi- pendentemente dal valore dell'area di rischio rilevata. Conclusioni: la valutazione del livello di rischio, eseguita nel momento in cui il paziente entra nel programma di terapia di supporto, è uno strumento di facile utilizzo e di veloce esecuzione, che si basa su dati normal- mente raccolti dagli operatori. Il tempo richiesto per l'inserimento dei dati nel computer, una volta che questo è stato programmato, è inferiore a 5 minuti. Risulta importante nella prevenzione, diagnosi e trattamento delle malattie parodontali ed aiuta l'igienista a stabilire l'intervallo di tempo tra le sedute di mantenimento. Sono concetti relativamente nuovi per l'odontoiatria in quanto attualmente il rischio viene valutato con va- lutazioni soggettive ed i risultati variano molto tra i clinici. 25
P15 - GENGIVITE DESQUAMATIVA: STUDIO PILOTA SULL'EFFICACIA DI UN COLLUTORIO CONTENENTE FLUORURO AMMINICO/FLUORURO STANNOSO B. Di Liberto, R. Guiglia, L. Vinci, G. Campisi, G. Pizzo Dipartimento di Scienze Stomatologiche "G. Messina", Università di Palermo Obiettivi: valutare l'efficacia di un collutorio contenente fluoruro amminico/fluoruro stannoso (ASF) (Meridol, GABA) in pazienti affetti da lesioni gengivali desquamative (LGD) e sottoposti a terapia parodontale di man- tenimento (TPM). Disegno sperimentale: sono stati arruolati 18 pazienti (15:3, F:M, range età: 42-78 anni), con LGD riconducibili a lichen planus orale, suddivisi in maniera randomizzata in gruppo test (T) e gruppo controllo (K), ciascuno composto da 9 soggetti. Tutti i pazienti sono stati addestrati all'utilizzo dello spazzolino Meridol secondo la tecnica di Bass modificata; i pazienti del gruppo T hanno utilizzato un collutorio contenente ASF per 90 giorni (T=1), secondo il dosaggio consigliato. Sono stati valutati: 1) numero dei siti gengivali positivi per presenza di placca (PLI) e sanguinamento al sondaggio (BOP); 2) sintomatologia dolorosa (pain intensity) e sollievo dal dolore (pain relief) mediante Verbal Rating Scale. Risultati: al T=1 è stata riscontrata una significativa diminuzione del numero di siti PLI+ nel gruppo T sia in Full-mouth (p=0.014) che nei sestanti anteriori (p=0.046) e posteriori (p=0.005). Al T=0 non sono emerse differenze significative nella distribuzione dei valori di BOP tra i due gruppi; al T=1 è stata evidenziata una significativa diminuzione dei siti BOP+ nel gruppo T (p<0.0001). Nel gruppo T al T=1 sono stati evidenziati una significativa diminuzione del pain intensity (p=0.013) e un trend in aumento del pain relief (p=0.118). Conclusioni: Il collutorio contenente ASF è risultato efficace nel migliorare le condizioni di salute gengivale. Dopo 90 giorni di utilizzo, oltre alla riduzione dei siti positivi per PLI e BOP, è stata evidenziata una significativa diminuzione del pain intensity e un trend in aumento del pain relief. P16 - EFFICACIA CLINICA E SICUREZZA DELLO SPAZZOLINO ELETTRICO ORAL-B NE PROFESSIONAL CARE 8500 L. Vinci, M. E. Licata, B. Di Liberto, M. D'Angelo, G. Pizzo STER Dipartimento di Scienze Stomatologiche "G. Messina", Università di Palermo SESSIO PO Obiettivo: valutare l'efficacia nella rimozione della placca batterica sopragengivale di uno spazzolino elettrico dotato di movimento 3D della testina (Oral-B Professional Care 8500; PC 8500). Sono stati altresì testati, a fini comparativi, due spazzolini manuali: Oral-B CrossAction Vitalizer (CAV) e Oral-B Indicator (IND). Disegno sperimentale: è stato condotto un single-use clinical trial, in singolo cieco e in cross-over. Sono stati arruolati 66 soggetti che hanno interrotto le manovre di igiene domiciliare 24 ore prima dell'inizio dello stu- dio. L'assegnazione degli spazzolini è avvenuta in modo randomizzato. Prima e dopo l'utilizzo dello spazzolino è stato rilevato l'indice di placca (Turesky et al., 1970). Per l'analisi statistica sono stati utilizzati l'ANCOVA, l'ANOVA e il test t di Student. Per PC 8500 è stato valutato il profilo di sicurezza (presenza di lesioni dei tessuti molli dopo un utilizzo di 30 giorni). Risultati: PC 8500 ha dimostrato di possedere un'efficacia nella rimozione della placca superiore a CAV e IND sulle superfici interprossimali e in Full Mouth (P<0.01). Sulle superfici marginali, PC8500 è risultato più ef- ficace di IND (P<0.01); non sono state evidenziate differenze significative tra PC 8500 e CAV (P>0.05). Que- st'ultimo ha dimostrato di essere più efficace di IND su tutte le superfici (P<0.01). Dopo l'uso di 30 giorni di PC8500 sono state evidenziate 2 piccole abrasioni gengivali. Conclusioni: lo spazzolino PC 8500 ha dimostrato di possedere un'efficacia nella rimozione della placca si- gnificativamente maggiore di CAV e IND sulle superfici interprossimali e in Full-Mouth. Nelle superfici marginali l'efficacia di PC 8500 è stata simile a quella di CAV. PC8500 ha altresì dimostrato un positivo profilo di sicurezza.
26
P17 ­ CONFRONTO TRA ATTIVITÀ INIBITORIA DI CLOREXIDINA E ACIDO CARBOSSIL- PIRROLIDONICO CONIUGATO A ZN NEI CONFRONTI DEL BIOFILM DI C.ALBICANS SU RESINE ED ELASTOMERI PROTESICI A. Cochis*, A. Melle**, C. Zito**, M. Migliario**, M. G. Martinotti*, L. Rimondini*** ***Dipartimento di Scienze Mediche, Università del Piemonte Orientale, Novara, Italia -*Dipartimento di Scienze Chimiche, Alimentari, Farmaceutiche e Farmacologiche (DiSCAFF), Università del Piemonte Orientale - **Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università del Piemonte Orientale, Novara Introduzione: Scopo del lavoro è stato valutare la capacità di inibizione di clorexidina (0.3%) e di un composto a base di zinco coniugato ad acido carbossil-pirrolidonico (Zn(PCA) 0.2%) sulla crescita del biofilm di un ceppo di C.albicans del cavo orale su dischi in resina per protesi rimovibile polimerizzate a caldo e a freddo ed elastomeri per protesi tracheali. Materiali e metodi: L'adesione del biofilm di C. albicans è stata effettuata sui dischetti (dimensioni 10x2mm) a partire da una concentrazione di 107 cellule/ml in piastre da 24 pozzetti incubate per 90 minuti a 37°C in agitazione. Successivamente i dischetti sono stati lavati, spostati in nuove piastre contenenti 1 ml di terreno a pozzetto ed incubate 48 ore a 37°C in agitazione per la fase di crescita. Il biofilm è stato quantificato me- diante conteggio delle CFU, saggio metabolico dell'XTT ed osservazione morfologica al SEM. I risultati ottenuti sono stati analizzati tramite Anova di Kruskal-Wallis e test U di Mann-Whitney esatto. Risultati: Clorexidina e Zn(PCA) hanno mostrato una buona attività inibitoria, con valori comparabili per XTT e CFU. In comparazione con i valori di controllo, la clorexidina ha abbassato il numero di CFU di almeno un logaritmo (p<0.05) e significativamente (p<0.001) diminuito l'attività metabolica valutabile mediante saggio XTT. Anche lo Zn(PCA) ha mostrato una significativa attività inibitoria, determinando la riduzione del numero di CFU di almeno un logaritmo (p<0.05) ed una riduzione dell'attività metabolica significativa (p<0.001) com- parabile a quella della clorexidina. Conclusioni: I materiali protesici si sono dimostrati facilmente colonizzabili dal biofilm di C.albicans; a questo proposito l'utilizzo di clorexidina o Zn(PCA) si è dimostrato efficace nella riduzione del numero di CFU S e della relativa attività metabolica già a basse concentrazioni. I risultati ottenuti confermano la validità te- E P rapeutica dell'utilizzo di tali disinfettanti nella cura di patologie orali causate da infezioni da biofilm. O SS ST IO ER N P18 ­ IL TRATTAMENTO DELLA GENGIVITE DESQUAMATIVA: PROTOCOLLO TERAPEU- E TICO SPERIMENTALE G. Bonifati, M. Muraca, L. Scolieri, V. Murano, L. Fortunato Università degli Studi "Magna Graecia" di Catanzaro Background: la DG è una condizione clinica che si manifesta con rossore, dolore e vetrificazione gengivale. Il tessuto assume un aspetto grigio-biancastro e le aree desquamate formano una pseudomembrana facilmente asportabile, con copioso sanguinamento sottostante. Insorge quale conseguenza di malattie autoimmuni. Obiettivo: dimostrare come la terapia parodontale meccanica associata ad applicazione topica di dispositivi chimici antibatterici possa indurre guarigione istologica. Materiali e metodi: lo studio è stato eseguito su pazienti afferenti alla clinica Odontoiatrica dell'Università "Magna Graecia" di Catanzaro, selezionati sulla base di una diagnosi, effettuata dall'odontoiatra, di moderata e grave DG. Il protocollo prevedeva una seduta iniziale di decontaminazione globale del cavo orale, seguita da fasi di trattamento professionale per quadrante, mediante strumentazione manuale e decontaminazione con agenti antibatterici a base di CHX 0,20. Il paziente è stato introdotto in un protocollo di profilassi setti- manale. La terapia domiciliare prevedeva accurata detersione degli elementi dentari e l'utilizzo di CHX e col- lutori emulsionanti. Risultati: si è riscontrata la risoluzione del processo flogistico con decongestionamento e un effettivo stato di benessere per il paziente, grazie alla riepitelizzazione gengivale. Grazie alla collaborazione del paziente la prognosi è stata favorevole. Conclusioni: un accurato lavoro d'equipe finalizzato a ottenere il benessere del paziente mediante l'identi- ficazione di mezzi terapeutici volti a favorire condizioni di salute, ha concesso agli igienisti dentali e agli odontoiatri di ottenere risultati ottimali. 27
Informazioni Generali Sede Palazzo della Cultura e dei Congressi Piazza della Costituzione, 4 - BOLOGNA - Tel. 051 63751 Segreteria In sede congressuale, al piano terra del Palazzo della Cultura e dei Congressi, la Segreteria osserverà il seguente orario: Venerdì, 5 Marzo ore 08.00 ­ 18.30 Sabato, 6 Marzo ore 08.00 ­ 14.30 Accreditamento ECM Al Congresso riservato agli Igienisti Dentali (5-6 Marzo) sono stati attribuiti nr. 5 crediti formativi dal Programma di Educazione Continua in Medicina (ECM). Modalità per l'ottenimento dei crediti - partecipare all'intero programma formativo di ogni giornata; le presenze effettive saranno verificate tramite badge magnetico; - compilare in ogni sua parte il questionario di verifica dell'apprendimento, riferito ad ogni NI specifica giornata- - riportare nello stesso questionario di verifica dell'apprendimento i dati richiesti, obbligatori ai fini del riconoscimento dei crediti. RMAZIO La scheda di valutazione e il questionario di verifica del Congresso (contenuti nella cartella GENERALI congressuale) devono essere consegnati alla segreteria, in sede d'evento, al termine dei lavori, sabato 6 marzo. INFO La certificazione attestante l'acquisizione dei crediti verrà inviata dopo il completamento delle procedure ministeriali previste. Attestato di partecipazione A tutti gli iscritti che ne faranno richiesta alla Segreteria, in sede congressuale, verrà rila- sciato un attestato di partecipazione. Badge nominale Rilasciato dalla segreteria, all'atto della registrazione, ai pre-iscritti Studenti in Igiene Den- tale e ai Soci Igienisti SIdP iscrittisi in sede di evento consente l'accesso in tutte le aree congressuali e la verifica della presenza ai fini ECM. Si prega di indossare sempre il proprio badge nominale e di mostrare la Card Socio SIdP al personale preposto al controllo dell'ingresso principale del Palazzo della Cultura e dei Con- gressi e alla verifica degli accessi nelle sale.
28
Card Socio SIdP La tessera (inviata in fase pre-congressuale o consegnata ai preiscritti all'atto della regi- strazione al Congresso) consente l'accesso agli eventi organizzati dalla Società senza code, semplicemente ritirando la borsa congressuale presso l'apposito desk e consente, inoltre, la verifica della presenza ai fini ECM. Ai Soci Igienisti iscrittisi in sede di evento la Card sarà inviata e/o abilitata solo dopo il Congresso. Coffee-break/Colazione di lavoro I coffee-break e le colazioni di lavoro, organizzati grazie al contributo dei Major Sponsor della SIdP, saranno serviti nell'area espositiva negli orari indicati su questo programma. Formazione a Distanza Seguendo il programma di formazione della SIdP, verranno prossimamente realizzati 6 corsi on-line accreditati ECM, di cui n. 4 destinati ai medici odontoiatri (Corso precon- gressuale 2010, Congresso Nazionale 2010, Corso di Aggiornamento Milano 14 e 15 mag- gio 2010 e Corso di Aggiornamento Firenze 22 e 23 ottobre 2010) e n. 2 destinati agli Igienisti Dentali (Congresso Nazionale 2010 e Corso di Aggiornamento Firenze 23 ottobre 2010). Sul sito della Società: www.sidp.it verranno comunicati ­ a breve - modalità e costi di questo programma e-learning di formazione a distanza. IN Esposizione commerciale G FO E E' allestita, presso il Palazzo della Cultura e dei Congressi, in area congressuale, una espo- N RM sizione tecnico-farmaceutica e di editoria scientifica. ER A A Z L I Il Congresso degli Igienisti Dentali SIdP "on line" I ON La SIdP informa, con piacere ed orgoglio, che è offerta a tutti i Partecipanti al congresso I la straordinaria opportunità di accedere al sito della Società per rivedere con comodità tutte le conferenze del Congresso. Tale opportunità può essere acquistata esclusivamente in sede di evento ottenendo, me- diante il pagamento di soli 20, una password che darà diritto, a partire da 60 giorni dal termine del congresso e per i 12 mesi a seguire, a collegarsi via Internet al portale della Società sul quale si potranno rivedere ed ascoltare per intero tutte le relazioni. Iscrizione al Congresso L'iscrizione al Congresso comprende: - la partecipazione ai lavori scientifici, - la cartella congressuale, - l'attestato di partecipazione. Lingue ufficiali Le lingue ufficiali sono l'Italiano e l'Inglese. È prevista la traduzione simultanea dall'inglese all'italiano. Il costo per il noleggio del ricevitore è di 5,00. 29
Prenotazioni alberghiere Coloro che necessitano di prenotazione alberghiera possono rivolgersi alla Segreteria in sede congressuale. Programma sociale Venerdì, 5 marzo ore 21.00 ­ Cena Sociale PALAZZO TORFANINI (Via Galliera, 4 angolo Via Parigi), Bologna Il Palazzo, edificato nel '500 dalla famiglia Torfanini, costituisce un importante esempio di repertorio edilizio della Bologna rinascimentale. Il Palazzo è stato sapientemente restaurato portando alla luce gli antichi affreschi e i soffitti a cassettoni in legno tipici del `500. Costo a persona: 65,00 = (IVA inclusa) Coloro che hanno già provveduto a segnalare la propria partecipazione alla Cena sociale possono ritirare il coupon presso la Segreteria - in sede di evento. Le richieste in sede congressuale verranno evase in base alla residua disponibilità (rivolgersi sempre al medesimo desk). Sessione POSTER È allestita, presso il Palazzo della Cultura e dei Congressi, per tutta la durata del Congresso. L'Autore che presenterà il Poster sarà a disposizione della Commissione Valutatrice per la discussione, nell'area espositiva dedicata, venerdì 5 marzo dalle ore 13.00 alle ore 14.00. NI Il vincitore del Premio "M. Cagidiaco 2010" sarà annunciato pubblicamente durante il Con- gresso degli Igienisti Dentali, sabato 6 marzo alle ore 10.30. Taxi RMAZIO Un posteggio taxi si trova davanti all'ingresso principale del Palazzo della Cultura e dei GENERALI Congressi. INFO Radio Taxi: 051 372727 - 051 534141 Telefono cellulare È assolutamente vietato tenere in funzione il telefono cellulare all'interno delle sale con- gressuali, durante lo svolgimento delle sessioni scientifiche. NON SONO AMMESSE RIPRESE AUDIOVISIVE E SCATTI FOTOGRAFICI IN SALA
30
Società Italiana di Parodontologia Premio "Michele Cagidiaco" 2011 per il miglior poster presentato dagli Igienisti Dentali Il premio "MICHELE CAGIDIACO" per il miglior poster, istituito dalla Società Italiana di Parodontologia (SIdP), intende offrire agli Igienisti Dentali e agli Studenti in Igiene Dentale la possibilità di presentare i propri lavori, al fine di scambiare idee e condividere informa- zioni e strategie effettive per l'insegnamento, la ricerca e la pratica clinica. L'Autore del miglior poster, presentato nell'ambito del Congresso degli Igienisti Dentali (Bologna, 16-17 Marzo 2011), riceverà un premio del valore di 1.000 e l'iscrizione gra- tuita per un anno alla SIdP come Igienista Dentale. P I poster che verranno selezionati dovranno essere inerenti alla pratica dell'igiene dentale R C E basata sull'evidenza e centrata sul paziente relative a: A M G I a) studi clinici e di ricerca di base su tematiche relative alla prevenzione delle malattie pa- O ID rodontali; " IA M b) casistiche cliniche relative a metodiche innovative di prevenzione delle malattie paro- C IC O H dontali; " EL c) strategie di motivazione e comunicazione per migliorare la compliance del paziente in E terapia parodontale. Gli abstract dovranno essere redatti compilando l'apposito modulo direttamente sul sito www.sidp.it , entro il 15 febbraio 2011. La segreteria procederà all'inoltro alla Commissione valutatrice che provvederà alla pre- selezione. I poster ammessi al concorso verranno esposti in apposita area all'interno della sede ospi- tante il Congresso degli Igienisti 2011 e valutati da una Commissione costituita da perso- nalità del mondo accademico e libero professionale. Il poster vincitore verrà presentato nella sessione finale del Congresso degli Igienisti Den- tali 2011 e pubblicato sul sito web della Società Italiana di Parodontologia: www.sidp.it.
31
Ringraziamenti La Società Italiana di Parodontologia, desidera esprimere il più vivo ringraziamento alle Aziende Major Sponsor Astra Tech SpA, Casalecchio di Reno (BO) Biomet 3i, West Palm Beach, FL, USA Dental Trey Srl, Fiumana Predappio (FO) Dentsply Italia Srl, Roma Elsevier Srl, Milano Gaba Vebas Srl, Roma Geistlich Biomaterials, Thiene (VI) Nobel Biocare Italiana SpA, Agrate Brianza (MI) Johnson & Johnson, Pomezia (RM) Sunstar Suisse S.A., Saronno (VA) Zimmer Dental Italy Srl, Vittorio Veneto (TV) e alle Aziende che con il loro fattivo apporto hanno contribuito alla realizzazione del Congresso Alta-Tech Biotechnologies Srl, Sandrigo (VI) Kavo Italia Srl, Genova Bioactiva, Vicenza Materialise Dental NV, Roma Bioteck Srl, Arcugnano (VI) Mectron SpA, Carasco (GE) Bracco SpA, Milano Merighi Umberto Strumenti, Bazzano (BO) Bt Lock, Montecchio Maggiore (VI) Micerium, Avegno (GE) Bredent, Bolzano Molteni Dental, Scandicci (FI) Butterfly Srl, Milano My Ray SC, Imola (BO) RINGRAZIAMENTI CGM Meta SpA, Correggio (RE) Neoss Italia Srl, Milano Cominox, Carate Brianza (MI) Nike Srl, Orbetello (GR) Curaden Healthcare Srl, Saronno (VA) Osteocom, Parma De Ore, Negrar (VR) Procter & Gamble Professional Oral Health, Roma Defcon, Cinisello Balsamo (MI) Profimed, Cassina de' Pecchi (MI) Dentalica, Milano Revello, Verona Dentaurum, Funo (BO) Roen, Pianezza (TO) DL Medica Electro Medical Tecnologies SpA, Milano Straumann Italia Srl, Milano DMG, Hamburg, Germania Stern Weber SC, Imola (BO) Dompé SpA, Milano Sweden & Martina SpA, Due Carrare (PD) EMS Italia SpA, Milano Era Scientific Srl, Cattolina (RN) FV-2000 Surgical Instruments di Veronique Fortuna, Roma Si ringraziano inoltre: GDS Communication Srl, Senna Comasco (CO) Glaxosmithkline Consumer Healthcare SpA, Edi. Ermes Srl, Milano Verona Ilic' Editrice, Milano Hu Friedy Meg. Co. Inc., Leimen Deutschland Quintessenza Edizioni Srl, Passirana di Rho (MI) Ideco Linea Odontoiatra Srl, Castemedolo (BS) Utet SpA, Torino 32